Collateral beauty

di Valleverdina

Premessa: questa lettura può nuocere alla sensibilità. Armatevi di leggerezza e senso d’umorismo; prendere (e prendersi) in giro è una cosa seria (Ezio Bosso).
Detto questo…
Ooh, finalmente un po’ di pace, questa battuta d’arresto ci voleva proprio!Spesso a lamentarci della vita frenetica, dello stress da lavoro, faccende domestiche, la spesa, incastrare gli impegni personali, coniugali, familiari e ad un certo punto…STOOOP! Non uno, due, dieci, venti giorni, ma DUE MESI! La pace, il silenzio e solo se volevi, ti andavi a cercare qualcosa da fare, ma con calma, mica ti correva dietro qualcuno!
Certo, mi dicessero adesso che bisogna ripetere quell’esperienza di estrema chiusura la vedo dura, abbiamo già dato e ci facciamo pure i complimenti perché siamo stati piuttosto bravi a rispettare le regole.Ma la domanda adesso è: cosa ci resta, cosa ci porteremo dentro?
In quei giorni, ante DPCM 8 marzo 2020, tutto era scontato, automatico, il tempo scorreva per inerzia, non si faceva attenzione ai particolari.Poi lo straordinario, che trasforma l’ordinario in momenti diversi, da reinventare, da sfruttare in modo nuovo.Ma due mesi sono pur due mesi, l’uomo è per definizione aristotelica “un animale sociale” quindi, per propria natura, alla ricerca del contatto con altro essere animato. In un condominio, tale ricerca è semplice, basta volerlo.Ed io non volli mai.
Ad un certo punto del mio lockdown, notai però che le mura del soggiorno non riecheggiavano più come “in quei giorni” a suon di bestemmie e lancio dei cosiddetti “porconi” che erano soliti arrivare dalle 18.30 alle 19.30 circa nei giorni feriali e il sabato, ma soprattutto la domenica, puntuali come lodi mattutine.Assurdo ma vero, cominciava a mancarmi quel suo mantra da el pojana.Indagai.E secondo voi, quale può essere la più valida ragione nel cambiare le proprie abitudini e convertirsi ad uno stile di vita laico senza ingiustificata traccia di odio religioso? Ma è l’amore! (che move il sole e l’altre stelle, quindi questo era il minimo che potesse fare).
Conosciuta per caso all’uscita di casa sul pianerottolo, di tanto in tanto incrociata sul balcone mentre tentavamo di farci accarezzare dal sole, senza alcuno spreco di fiato per dirci il più ed il meno ma giusto coinvolte da un fugace scambio di sorrisi ed un accenno di saluto; di bell’aspetto, una carinissima moretta con occhi verdi (hai capito il vicino ed io che non gli avrei dato due lire) e le sonore imprecazioni del suo boy-friend sostituite soltanto da fragorose risate spesso dovute alla visione di “How I met your mother”. Insomma: non potevo proprio lamentarmi della new entry, solo cose positive stava portando tra le due unità immobiliari.
Le giornate trascorrevano velocemente, nonostante siano sembrate, talvolta, fotocopie dei giorni precedenti; Amore, Tempo e Morte si alternavano inesorabilmente nelle scene in tv e attorno a me, nei miei pensieri, davanti ai miei occhi, nelle mie orecchie…si, perché sono state proprio le mie orecchie, il mio udito a capire per primo che stavamo facendo un passo verso la normalità.
In quel giorno, 4 maggio 2020 (post DPCM 26 aprile 2020) poco dopo l’uscita di casa di colei che speravo non fosse una new entry solo per reclusione coatta, udii ciò che mi riportò con i piedi per terra perché una nuova fase (due) stava iniziando: un bestemmione che racchiudeva tutti i non detti degli ultimi due mesi, uno di quelli che come minimo il Signore sceso in terra lo avrebbe esorcizzato ma per cui io, da quel giorno, imparai a sorriderci su.
Mi sentii come dopo una seduta ipnotica, allo scrocchio delle dita realizzai che il peggio lo stavamo lasciando alle spalle, che dopo il letargo dell’inverno c’è il risveglio della nuova vita di primavera, che dopo tanti anni, con la Milano che fattura(va) ferma, ero riuscita a risentire il primo volo delle rondini, che la prossima volta che rivedrò una coppia di anziani che passeggia mano nella mano mi emozionerò incredibilmente più del solito, probabilmente mi scapperà anche la lacrima (visto a quanti di loro l’Inps non pagherà più la pensione). Ho capito quali sono le persone e cose che davvero contano per me (e non so se è un bene, ma le dita di una mano sono sufficienti a contarle); ho avuto la conferma che il lavoro è il modo migliore per far passare il tempo e che bisogna tenerselo stretto; ho accettato che coloro che non ci sono più resteranno per sempre nel posto più sicuro di coloro che li hanno voluti bene.
Ho imparato, che l’importante, è cogliere la bellezza collaterale.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giulia Gelormini ha detto:

    Bel post
    Passa nel mio blog se ti va

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    1. Grazie mille… ho dato un’occhiata al tuo blog. Molto bello e molto ben strutturato 🙂
      A presto.
      Francesco

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